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Nicola De Simone

Nicola De Simone: "il ragazzo che visse per sempre nel cuore di due popoli e due città" - Stabiese d.o.c. nel cuore degli aretusei.

Biografia

Nicola De Simone nacque a Castellammare di Stabia (NA) il 13 gennaio 1954. Figlio di Enrico e di Serafina De Martino, era l’unico maschio di sei figli. La sua infanzia la trascorse nel quartiere Caporivo della sua città natale, mentre la sua carriera calcistica inizio all’età di undici anni nella Libertas Stabia, dove rimase fino all’età di quindici anni. Nella stagione 1970-71 venne acquistato dalla Fiorentina che proprio in quella stagione conquistò il titolo di campione d’Italia nella categoria Primavera. Suoi compagni di squadra e coetanei, che poi ebbero una brillante carriera, furono il portiere Massimo Mattolini ed il centrocampista Domenico Caso. La sua esperienza in maglia viola dura per tre stagioni, partendo dalla categoria Giovanissimi fino alla categoria Primavera. Firenze, però, resterà sempre nel suo cuore, in quanto la sua futura moglie, Adriana Borgioli, era fiorentina di San Martino di Serravalle, nei pressi di Scandicci. Successivamente, nei due anni a seguire, cioè dal 1973 al 1975, Nicola indossa la maglia gialloblu della Sessana, squadra di Sessa Aurunca (CE) che partecipava al campionato di serie D. L’anno successivo debuttò fra i semi-professionisti indossando la casacca giallorossa del Benevento in serie C. L’esperienza con i sanniti non durò molto perché, il tecnico protempore Pietro Santin, preferiva giocatori più esperti dell’allora 21enne De Simone (il Benevento, quell’anno, concluse la stagione agonistica al secondo posto, alle spalle del Lecce, sfiorando la promozione in serie B). Nella stessa stagione 1975-76, fece ritorno nella sua Castellammare dove indossò la maglia gialloblu delle “vespe”, tanto sognata da ragazzino, disputando due campionati di serie D sfiorando, con soli due punti di distacco dalla Pro Cavese, la promozione nella categoria superiore. Fu allora, nella stagione 1977-78, che il Siracusa lo fece arrivare in terra aretusea per la disputa del campionato di serie C, quello che fece da preludio alla riforma dei campionati, con la successiva divisione dell’allora serie C, in C1 e C2. Il tecnico Alvaro Biagini lo fece esordire subito alla prima giornata di campionato al “Vestuti” di Salerno con la maglia numero 2. L’incontro finì 0 a 0 e in quell’occasione, Nicola disputò una grande gara, mettendo la museruola all’esperto Tivelli. Seguirono quattordici gare consecutive da titolare, rimediando un solo cartellino giallo al “Cibali” nel derby col Catania. Assente contro la Paganese per leggero infortunio, tornò in squadra la domenica seguente a Brindisi per giocare altre venti gare consecutive (un altro cartellino giallo a Matera) stavolta con la maglia numero 5 fino al termine della stagione, in casa con la Pro Cavese, saltando soltanto la penultima di campionato a Crotone.In totale colleziona 36 presenze su 38 e due soli cartellini gialli i quali testimoniano la correttezza dell’atleta. Purtroppo, il Siracusa si ritrovò in serie C2 ma decise di fare piazza pulita di quella squadra, confermando soltanto i quattro quinti di quella difesa. Al portiere Angelo Bellavia, al terzino sinistro Nunzio Restivo, allo stopper Nicola De Simone e al libero e capitano Amedeo Crippa, il nuovo tecnico Carlo Facchin affiancò il terzino destro Luciano Favero proveniente dal Messina. Quest’ultimo diventerà successivamente il numero 2 di una straordinaria Juventus che si aggiudicò Coppa dei Campioni e Intercontinentale. La stagione 1978-79 fu quella del riscatto, nonostante una partenza infelice, recuperata grazie agli arrivi nel mercato di riparazione di Petraccini, Biasiolo (ex spalla di Rivera nel Milan), Biagetti e De Pasquale, provenienti dal Lecce. Nicola De Simone era lo stopper titolare di quella squadra. Giocò 26 gare su 27(ancora due ammonizioni in totale), saltando solo la gara casalinga con il Trapani, giocando regolarmente a Barcellona Pozzo di Gotto contro l’Igea Virtus alla vigilia delle nozze che furono celebrate, lunedì 4 dicembre 1978, a Firenze. Man mano che andiamo avanti ci avviciniamo, dopo che Nicola aveva saltato la gara di Vittoria e quella in casa contro il Potenza, alla drammatica trasferta di Palma Campania del 13 Maggio 1979. Una gara che la stampa locale in settimana aveva presentato come la partita della vita per il rossoneri che, negli ultimi cinque incontri a disposizione, si giocavano la permanenza in C2. Al 13° minuto del primo tempo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo per il campani, Nicola rimediò un calcio alla tempia e fu trasportato privo di sensi al “Cardarelli” di Napoli dove rimase in coma fino al 30 Maggio, giorno in cui il suo cuore cessò di battere. Quattro giorni dopo, la domenica mattina del 3 giugno 1979, una carovana formata da ben 23 autobus di tifosi aretusei raggiunse Castellammare di Stabia per assistere ad una messa in suffragio dello sfortunato giocatore stabiese. Dopo la doverosa sosta al cimitero, il gruppo si recò, nel pomeriggio, a Sorrento per la penultima giornata di campionato, aggiungendo alla carovana il 24 autobus, quello dei tifosi della Juve Stabia che da quel momento in poi resteranno gemellati per sempre con quelli di Siracusa. La gara con i rossoneri sorrentini fini 1 a 1 e Nicola dall’alto fece il miracolo infatti, il Siracusa, sotto di un gol pareggiò ad una manciata di minuti alla fine e la domenica seguente, battendo la Casertana ottenne la promozione in C1. A distanza di una sola settimana arrivò anche la conquista, a discapito della Biellese, della Coppa Italia, sempre con un gol all’ultimo minuto (in quell’occasione furono in molti a credere ancora in un aiuto straordinario dal cielo). Da li a poco lo stadio della città siciliana, dedicato in un primo momento a Vittorio Emanuele III, prese il nome di Nicola De Simone, mantenendo tuttora questa denominazione al fine di non dimenticare un ragazzo che, a soli 25 anni, perse la vita lasciando la giovane moglie che era in attesa della figlia Sara che, essendo nata dopo cinque mesi dal tragico evento, non conoscerà mai suo padre. Oltre allo stadio aretuseo, alla sua memoria sono nati, in quel di Siracusa, il Club Azzurro Nicola De Simone che da allora espone, uno striscione a lui dedicato, in tutte le gare del Siracusa, sia in casa che in trasferta. Lo stesso vale per la tifoseria della Juve Stabia a cui si è aggiunta, dal 1997, una Scuola Calcio a lui intitolata la quale si prefigge di educare i giovani calciatori di domani alla lealtà e alla correttezza che contraddistingueva il Nicola De Simone calciatore.

Il signor Paolo Scatà, autore di questa biografia, il 3 giugno 1979 era ancora minorenne e salì all’ultimo minuto sul pulman numero 23, l’ultimo messo a disposizione, anche questo gratuitamente, dalla società azzurra, vincendo le preoccupazioni dei genitori per la prima trasferta della sua vita. Ricordi indelebili e grandi emozioni, anche a distanza di trent’anni da quegli avvenimenti, in un misto di gioia e dolore.